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Doce Linajes de Soria

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17 07, 2011

ORDEN DE CABALLEROS TEUTÓNICOS DE SANTA MARÍA.

Por |2020-11-13T03:47:53+01:00domingo, julio 17, 2011|

Cuarta Parte.
L’Ordine Teutonico all’inizio del XVI secolo.
Alla morte del Gran Maestro Johann von Tiefen (1497) avvenne un importante mutamento, che si rivelerà fatale, nella modalità d’elezione dell’Hochmeister.
I Cavalieri, desiderosi di controbilanciare l’autorità polacca sull’Ordine, decisero di eleggere un principe tedesco, che, pur non possedendo le caratteristiche richieste dalla regola, potesse, con il prestigio del suo rango, ridare lustro ai Teutonici e porsi quasi da pari a pari con il sovrano polacco. La scelta cadde sul principe Federico di Sassonia, il quale, forte dell’appoggio dell’Imperatore e della dieta imperiale, si rifiutò di prestare l’omaggio di vassallo alla Polonia.
Quando morì nel 1510, il Capitolo generale nominò Gran Maestro un altro principe territoriale tedesco, Alberto, Margravio del Brandeburgo, appartenente ad un ramo cadetto della casata degli Hohenzollern. Questi, come il predecessore, al momento di assumere la carica, dovette pronunciare i voti solenni. Anch’egli si rifiutò di prestare omaggio al re di Polonia, adducendo che l’Ordine era un vassallo imperiale e che quindi era da considerarsi nullo il trattato di Thorn del 1466.
Stemma del Gran Maestro von Tiefen. 
L’Ordine teutonico nella bufera della Riforma Protestante.
Alberto si rivolse all’Imperatore Carlo V, per riceverne appoggio, ma questi gli consigliò di cedere e prestare omaggio al Re Sigismondo di Polonia. Alberto rifiutò ancora e giudicò la risposta imperiale come un tradimento.
 Alberto di Brandemburgo,  Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico
e poi 1° Duca di Prussia
Il 28 marzo 1523 inviò una lettera ai membri dell’Ordine, con cui li invitava ad infrangere i voti e prender moglie. Il 25 dicembre dello stesso anno il vescovo di Sambia, Polentz, prese ufficialmente posizione a favore della Riforma nella Thumkirche di Königsberg.
In pochi mesi l’intera Prussia fu conquistata dall’eresia luterana.
Il Gran Maestro Alberto di Brandeburgo, dopo avere apostatato ufficialmente la fede cattolica, con il Trattato di Cracovia dell’8 aprile 1525 si dichiarò vassallo del Re di Polonia (condizione che fino a quel momento aveva sempre avversato e contro la quale si era battuto) e ricevette per sé e i suoi discendenti, sia diretti che collaterali, come feudo ereditario indivisibile, il Ducato di Prussia: l’assurdità di tali eventi sta nel fatto che un monarca cattolico, quello polacco, dava così un colpo quasi mortale ad un Ordine cattolico e determinava la nascita di uno stato protestante.
Il tradimento di Alberto di Prussia fu condannato sia dall’imperatore Carlo V che dal papa Clemente VII.
giugno del 1526, condannò pubblicamente l’apostasia del Gran Maestro e la secolarizzazione dei beni dell’Ordine in Prussia. In attesa dell’elezione del nuovo Magister, assunse ad interim la responsabilità dell’Ordine.
Il 16 dicembre 1526 si riunì a Mariental in Franconia il Capitolo generale che elesse Walter von Cronberg nuovo Gran Maestro.
Il Capitolo inoltre stabilì che da quel momento la carica di Gran Maestro fosse indivisibile da quella di Maestro di Germania, il che fu ratificato da Carlo V il 18 gennaio 1527.
La Riforma in Livonia.
La Livonia rimase cattolica fino al 1559, quando il maestro provinciale Kettler passò alla riforma e nel 1561 cedette la Livonia alla Polonia e ne ricevette in cambio, come feudo ereditario, il ducato di Curlandia e Semgallia.
Il 5 marzo 1562 infine, a Riga, Gotthard Kettler depose solennemente il mantello bianco dell’ordine e fece omaggio al re di Polonia, sposando nel 1566 una principessa protestante tedesca.
Si era, così, verificata la paradossale situazione che una monarchia di antica tradizione cattolica, la Polonia, aveva favorito la nascita di due stati-vassalli eretici alle sue dipendenze, con una politica, oltre decisamente nefasta da un punto di vista meramente religioso, anche assai poco lungimirante, come lo stato slavo dovette amaramente constatare di lì a non molto.
L’Ordine in età moderna (secc. XVI-XVIII).
L’Ordine, nonostante le gravi perdite e la “sospensione” dell’esercizio della sovranità territoriale – come sarebbe poi avvenuto anche per i cavalieri dell’Ordine di Malta – sopravvisse e si legò sempre più alla casa d’Asburgo.
Tra il 1590 e la caduta della monarchia asburgica, infatti, su 17 Gran Maestri ben 11 appartennero alla casata imperiale.
Nel 1606 il Capitolo generale approvò la riforma dell’Ordine (statuti di Massimiliano, dal nome del Gran Maestro che li promosse).
Massimiliano d’Asburgo,Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico .
L’Ordine in età contemporanea (secc. XIX e XX).
Durante l’epoca napoleonica, l’Ordine, che nel 1809 disponeva di solo 61 cavalieri, fu sul punto di scomparire e s’indebolì notevolmente, perdendo molta parte dei suoi beni in Germania.
La pace di Presburgo del 1805, infatti, conteneva all’articolo XII una disposizione che prevedeva la secolarizzazione dei Teutonici a vantaggio di un membro di Casa d’Austria. Grazie, però, all’insistenza del Gran Maestro, Arciduca Antonio Vittorio d’Asburgo, l’Imperatore Francesco II però invalidò i capitolati di Presburgo e, in data 8 marzo 1834, restaurò l’Ordine come istituzione autonoma religioso-militare e feudo diretto dell’Impero, confermandone, così, la natura di ente sovrano secondo le leggi medievali del Sacro Romano Impero.
Nel 1839, il nuovo Gran Maestro, l’Arciduca Massimiliano d’Austria-Este, fece approvare le nuove regole, che non modificavano la natura religiosa dell’Ordine. Alla sua morte, nel 1863, l’Ordine contava una trentina di cavalieri, mentre erano soltanto sei quando, nel 1835, era stato insediato alla guida dei Teutonici.
L’Arciduca Massimiliano d’Austria-Este, Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico 
Nei decenni successivi e fino alla caduta degli Asburgo (1918) l’Ordine Teutonico accentuò sempre più l’impegno caritativo a sollievo dei malati e sofferenti, restaurando anche il ramo femminile (che, invece, non è presente nel baliato protestante).
Nel 1923 l’Arciduca Eugenio si dimise dalla carica di Gran Maestro ed a quella carica fu eletto il Vescovo Norbert Klein (membro del clero dell’Ordine Teutonico), nel tentativo di salvare quell’istituzione dal crollo della monarchia asburgica.

Arciduca Eugenio d’Asburgo, Principe e Gran Maestro dell’Ordine Teutonico. 
Tuttavia, il sospetto che l’istituzione fosse legata alla causa monarchica asburgica non venne meno ed i teutonici subirono nel 1938, nonostante l’avvenuta trasformazione in ordine religioso non più militare, la persecuzione dei nazisti, notoriamente avversi alla Casa d’Austria, i quali soppressero l’Ordine nei territori austriaci e in Boemia-Moravia (1939).
Superata anche questa bufera, nel secondo dopoguerra, i Fratelli dell’Ospedale di Santa Maria di Gerusalemme risorsero, avendo però completamente abbandonato la vocazione militare e rafforzato quella di vero e proprio Ordine religioso formato da chierici, al cui vertice è posto oggi un Gran Maestro con il rango di abate mitrato.
In quest’ultima versione, l’Ordine è giunto fino a nostri giorni, sotto il governo dell’attuale Gran Maestro Bruno Platter, diviso in baliati e commende – per i familiari – presenti in 5 Stati (Belgio, Germania, Repubblica Ceca, Austria ed Italia) ed in province – per i fratelli e le sorelle con professione di voti solenni – presenti in 6 Stati (Germania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Austria, Slovenia ed Italia) nell’attesa, forse, di una nuova resurrezione, qualora lo spirito di crociata, che determinò la sua nascita, torni di nuovo a soffiare sulle scristianizzate terre europee, stavolta non con la forza della spada ma con quella della fede, della testimonianza, della carità e del sacrificio personale.

Arma dell’attuale Gran Maestro Abate Mitrato Bruno Platter
E se l’araldica ha un significato non può farsi a meno di osservare come le insegne dell’attuale Gran Maestro, abate mitrato della Chiesa Cattolica, pur coronate dalla mitra sono, però, accollate ad un pastorale incrociato con una spada, il primo simbolo del potere spirituale e, quest’ultima, non solo di un retaggio storico ma di una perdurante caratterizzazione equestre, oltre che religiosa, dell’Ordine e del potere temporale di quest’ultimo: si ricorderà, infatti, come i prelati-principi nel Medio Evo, anche nell’esercizio delle loro funzioni ecclesiastiche, usassero portare la spada, proprio come simbolo del coesistente potere temporale a loro affidato.
Il ritorno dell’Ordine in Sicilia (2009).
A distanza di oltre 500 anni, il Gran Maestro Bruno Platter con decreto n.29/2009 dell’8 dicembre 2009, solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, Patrona della Sicilia, ha sancito il ritorno dell’Ordine in Sicilia, nella Diocesi di Piazza Armerina, con la creazione della Commenda Autonoma di Santa Maria degli Alemanni della quale è entrato a fare parte pure il Vescovo di quella Diocesi, Mons. Michele Pennisi, insieme ad alcuni sacerdoti della medesima Diocesi.
Il Gran Maestro Bruno Platter durante la cerimonia del conferimento della croce teutonica al Gonfalone della Regiona Siciliana nel 2006 
Il Gran Mestro durante la cerimonia di insediamento della Commenda di Sicilia il 15 dicembre 2009.
Página Web Oficial de la Commenda Autonoma di Santa Maria degli Alemanni in Piazza Armerina .
(Continuará con una entrega más).
16 07, 2011

FUNERALES POR OTTO DE HABSBURGO.

Por |2020-11-13T03:47:53+01:00sábado, julio 16, 2011|

Austria despidió ayer, con unos funerales dignos de un monarca, a Otto de Habsburgo, el último de los Austria que pudo haber llegado a ser Emperador en la vieja Europa.
El Archiduque Otto, como ya adelantamos en nuestra entrada del día 8 actuales, fallece el día 04 de julio a los 99 años de edad en su residencia de Pöcking. Los que escribimos este blog tenemos la total certeza de que con su muerte perdemos al último de los grandes Príncipes de Europa, y a todo un símbolo en la construcción de la unión en este viejo continente.
Feretros del Archiduque Otto y de su esposa Regina.
Pese a que no ha sido un funeral de Estado, el entierro de Otto de Habsburgo ha contado con honores y con una pompa poco común, incluyendo la presencia de parte de la cúpula del gobierno y de formaciones del Ejército austríaco.
Más de mil invitados han presenciado la misa oficiada por el arzobispo de Austria, Christoph Schönborn, en la catedral de San Esteban. Entre los representantes de las diferentes Casas Reales podemos destacar al Rey de Suecia Gustavo y su esposa Silvia; el Gran Duque de Luxemburgo; el Príncipe Hans Adam de Liechtenstein; la Infanta Cristina de España; la Princesa Astrid de Bélgica; el Príncipe Michael, sobrino de la reina Isabel II, y los Reyes Simeón de Bulgaria y Miguel de Rumanía.
Vista general de la  Catedral de  San Esteban
Junto a Christoph Schönborn, que transmitió las condolencias del Papa Benedicto XVI, concelebraron el réquiem obispos de países como República Checa, Eslovaquia, Eslovenia, o Serbia, que en su día formaron parte del Imperio Austro-Húngaro.
Tras la ceremonia, el ataúd con los restos de Otto de Habsburgo, cubierto con la bandera amarilla y negra y las armas del Imperio, abandonó la catedral y recorrió los casi 3 kilómetros hasta el templo de la Cripta de los Capuchinos, escoltado por una Compañía de Tiradores Tiroleses y otras formaciones militares con uniformes del antiguo Imperio. El cortejo al atravesar la Plaza de los Héroes, entrada al conjunto del Hofburg del antiguo Palacio Imperial, fue saludado por una salva de 21 cañonazos.
Guardia de Honor al cuerpo del Archiduque Otto, primogétito del último Emperador Austrohúngaro.
A su llegada a la Cripta, como es preceptivo, se celebró la tradicional ceremonia en la que un chambelán llama por trece veces a la Puerta. Desde el interior, un monje capuchino pregunta quien llama, al que por dos veces se le contestó con los títulos, cargos y honores, nobiliarios y civiles, del fallecido. Tras negar por dos veces conocerlo, el monje por fin abrió la puerta al anunciar el chambelán que quien llama era un simple mortal y pecador. «Este puede entrar», concede entonces el monje.

Un emotivo momento.
Las ceremonias se han extendido más de una semana, con un total de cuatro réquiems y varias misas celebradas en Pöcking, Múnich y en la localidad de Mariazell antes de llegar a Viena. En este recorrido también se ha trasladado el sarcófago de Regina, la esposa de Otto de Habsburgo, fallecida en febrero del año pasado, cuyos restos se habían conservado hasta la fecha en Baviera.

Traslado del féretro por una Guardia con unifórmes de época.
El corazón de Otto de Habsburgo viaja a Hungría, será guardado en el monasterio benedictino de Panonhalma, enterrado en una ceremonia que se realizará el domingo después de una misa en la basílica de San Esteban en Budapest.
15 07, 2011

ORDEN DE CABALLEROS TEUTÓNICOS DE SANTA MARÍA.

Por |2020-11-13T03:47:53+01:00viernes, julio 15, 2011|

Tercera Parte.
L’Ordine nel XV secolo.
All’inizio del ‘400 i Teutonici esercitavano la sovranità su una popolazione di oltre due milioni di persone, di gran lunga superiore a quella che a Rodi o a Malta fu governata dall’Ordine di San Giovanni, raggruppata in 19.000 villaggi, 55 città dotate di mura e 48 fortezze.
Tuttavia l’Ordine aveva dei nemici potenti.
In primo luogo i coloni tedeschi erano ormai insofferenti della sua autorità e che finirono con l’allearsi col più pericoloso rivale esterno dei monaci-cavalieri: lo stato polacco-lituano, che non aveva mai accettato la presenza teutonica lungo le coste baltiche.
Come si è detto, nel 1386, il principe lituano Jagellone si convertì al cristianesimo per sposare l’erede del regno di Polonia, Edvige. Jagellone nutriva un odio profondo verso i cavalieri e una volta giunto al potere anche in Polonia, non mancò di sostenere tutte le rivolte che potessero metterli in difficoltà.
Nel 1407 e nel 1409 si ribellarono i samogiti. Il 22 luglio di quello stesso anno, Ladislao Jagellone in un atto ufficiale si proclamò Wladislaus, Dei gratia rex Poloniae, dux supremus Lithuaniae, haeres Pomeraniae et Russiae dominus et haeres, rivendicando quindi ufficialmente i territori appartenenti ai monaci-guerrieri. Nel 1410 l’arbitrato offerto dal Re di Boemia Venceslao fu rifiutato dai polacchi, che ormai puntavano sullo scontro aperto.
La battaglia di Tannenberg (15 luglio 1410).
Nel giugno del 1410 le truppe polacco-lituane entrarono in Prussia.
In un primo tempo, nonostante l’inferiorità numerica, i Teutonici parvero sopravanzare il nemico, forti della loro cavalleria pesante, ma le sorti dello scontro si capovolsero. Il Gran Maestro stesso fu ucciso, gettando lo scompiglio tra le sue file.
La battaglia di Tannenberg

L’Ordine a Tannenberg subì la prima grande sconfitta della sua plurisecolare storia. Jagellone proseguì la marcia verso nord e pose l’assedio a Marienburg, difesa dal Gran Maestro vicario, von Plauen, cui fu dato quel titolo in attesa che il Capitolo generale eleggesse il nuovo Hochmeister.
La Prussia fu invasa e molte città aprirono le porte ai polacchi, facendo atto di sottomissione. In dicembre iniziarono i negoziati che si conclusero con la la pace di Thorn del 1° febbraio 1411. Il trattato prevedeva la restituzione all’Ordine di tutti i suoi antichi territori, eccetto la Samogizia, che diveniva possesso polacco-lituano vitalizio per Jagellone e suo cugino Vitold, Granduca di Lituania. Alla loro morte la regione sarebbe ritornata agli antichi proprietari, il che però non avvenne. Il nuovo Gran Maestro, Heinrich von Plauen, punì severamente i traditori; inoltre a causa del dissesto finanziario dovuto alla guerra, impose una tassa supplementare su tutti gli abitanti della Prussia, sollevando il malcontento dei ceti mercantile e nobiliare.
L’Ordine e l’eresia ussita.
L’Ordine, però, si trovò diviso sulla contesa religiosa che interessava l’Europa centro settentrionale: l’eresia hussita.
Il Gran Maestro Von Plauen venne, infatti, accusato d’esser troppo compiacente verso gli eretici, essendosi tra l’altro dichiarato favorevole al matrimonio dei religiosi, come preconizzava Hus.
Heinrich von Plauen

L’Ordine si spaccò in due fazioni: i basso tedeschi (Germania del Nord) erano favorevoli alle novità hussite, mentre gli Alto-tedeschi, che erano la maggioranza, volevano contrastare l’eresia. Questi si rivolsero al Papa e all’Imperatore Sigismondo; intimarono al Gran Maestro per tre volte di comparire dinanzi al Capitolo generale, ma quello non si presentò. Allora il cavaliere più anziano, conformemente alle regole, fu incaricato di arrestarlo.
L’11 ottobre 1413 il Gran Maestro Heinrich von Plauen fu deposto, assieme a numerosi commendatori che avevano favorito l’eresia.
Un nuovo capitolo generale, il 7 gennaio 1414, volle sentire la difesa di von Paluen, che di nuovo non si presentò. Due giorni dopo, il 9, venne eletto Gran Maestro Michael Kuchmeister von Sternberg, il cui scopo principale fu quello di mantenere i Teutonici nell’ortodossia cattolica.
Malgrado ciò l’eresia faceva proseliti nei territori dell’Ordine.
La guerra dei Tredici anni (1454-1467).
Nel 1454 si aprì la Guerra dei Tredici anni, una vera e propria guerra civile tra la Confederazione Prussiana (Der Preussische Bund) formata dai rappresentanti delle città e della nobiltà, e i Cavalieri.
La Confederazione provocò una rivolta generale e chiese aiuto al Re di Polonia, promettendo, che, se fossero stati confermati i suoi privilegi, la Prussia sarebbe divenuta vassallo della corona polacca. Metà delle città defezionò e anche gran parte dei vescovi, coi loro capitoli, fece atto di sottomissione al sovrano polacco.
Il 18 settembre 1454, tuttavia, i Teutonici rafforzati da contingenti tedeschi sconfiggevano i polacchi ed i confederati a Konitz in Pomerelia, mentre il Papa decideva di scomunicare i ribelli e il re di Polonia, appoggiato dall’Imperatore Federico III e dalla maggior parte dei sovrani europei.
Quel che mancava ai cavalieri, tuttavia, era il denaro per mantenere un forte esercito; così l’Ordine fu costretto a cedere la Nuova Marca (il suo possedimento più occidentale) all’elettore del Brandeburgo, perché insolvente nei suoi confronti. L’Ordine si trovò nell’impossibilità di pagare i mercenari, per gran parte hussiti boemi. Il re di Polonia, allora, prese con loro contatti, chiedendo, in cambio del pagamento del soldo, la cessione delle città, in cui erano di guarnigione.
 il Gran Maestro Michael von Sternberg .

Il 19 ottobre 1466 si giunse al secondo Trattato di Thorn; i possessi dell’Ordine furono spartiti: i territori a ovest, Kulmerland, Michalow, la Pomerelia con Danzica, Marienburg, Elbing, Christburg passavano alla Polonia, mentre all’Ordine restava la Prussia orientale con Memel e Königsberg.
Infine il Gran Maestro accettava di divenire vassallo della Polonia e consigliere della Corona, non potendo così essere deposto senza il consenso reale; inoltre i nobili polacchi potevano accedere all’Ordine, purché il loro numero non superasse la metà.
Si venivano così a creare due Prussie: quella reale, dipendente direttamente dalla Polonia e quella ducale o teutonica, stato vassallo della corona.
Página Web Oficial de la Commenda Autonoma di Santa Maria degli Alemanni in Piazza Armerina .
(Continuará en siguientes entregas).
14 07, 2011

HERÁLDICA EN LA ARGENTINA.

Por |2020-11-13T03:47:53+01:00jueves, julio 14, 2011|

Queremos recomendar con la entrada de hoy, la lectura de un blog pensado desde Buenos Aires por D. Alejandro Pomar para mostrar, difundir y compartir las manifestaciones de la Heráldica en la Argentina.
Obra de obligada lectura para los que gustamos de estas ciencias, artes y tradiciones.
Armas del autor del blog.
13 07, 2011

ORDEN DE CABALLEROS TEUTÓNICOS DE SANTA MARÍA.

Por |2020-11-13T03:47:54+01:00miércoles, julio 13, 2011|

Segunda Parte
L’Ordine nel XIV secolo.
Dopo la morte di Mindaugas, nel 1262, il cattolicesimo, però, scomparve rapidamente tra il suo popolo e ripresero le razzie ai danni dei Cavalieri Teutonici. Questo stato di cose si protrasse fino al 1320, quando il Granduca Gedimanas lanciò un’offensiva in grande stile contro i possedimenti dell’Ordine Teutonico, riportando importanti vittorie.
Gedimanas, temendo la crociata, si fece battezzare e diede in sposa la figlia all’erede del re di Polonia Vladislao IV. Tuttavia, nel 1322, la guerra riesplose.
I pagani riconquistarono molti territori, arrivando fin sotto Riga, dopo aver distrutto tutte le chiese e i monasteri, e massacrato sistematicamente preti e fedeli.
Nel 1338 l’Ordine, guidato dal Gran Maestro, Dietrich von Altenburg, inflisse una pesante sconfitta ai Lituani nella piana di Dablawken (Galeluken). Nel 1343, la guerra riprese, con incursioni lituane in Livonia, Sambia e Samogizia.
Stemma del Gran Maestro von Altenburg
Nel 1346, il Re di Danimarca, Valdemaro IV, vendette all’Ordine tutti i possedimenti danesi nell’Estonia.
Si era realizzato così uno dei regni più potenti che la storia del medioevo ricordi.
Nel 1348 il nuovo Gran Maestro, Heinrich von Arffberg, preparò una spedizione contro la Lituania: i Cavalieri ebbero la meglio e l’estate successiva furono in grado di compiere un’ulteriore attacco, che procurò migliaia di prigionieri, che venivano subito liberati, una volta accettato il battesimo.
Nel 1386, il Granduca di Lituania, Jagellone, si fece battezzare per sposare la figlia del Re di Polonia, Hedwige. Il Lituano sarebbe quindi divenuto un giorno Re di quella nazione, che aveva nell’Ordine Teutonico il suo maggior avversario.
Nel 1404, a Racziansz fu conclusa una “pace perpetua” tra i Cavalieri e lo Jagellone. In base al Trattato, era confermata la Samogizia come territorio dell’Ordine, che consentiva così di unire la Prussia alla Livonia, senza soluzione di continuità, ratificando inoltre anche il possesso, acquisito ad Ovest nel 1402, del Neumark del Brandeburgo.
L’Ordine Teutonico aveva così raggiunto l’apice della potenza militare.
L’Organizzazione dell’Ordine.
Al momento del massimo splendore l’Ordine Teutonico era diviso in nove province.
Due provincie erano dette “di combattimento” ed erano quelle di Prussia e Livonia, perché il dispositivo militare vi era sempre all’erta. Le altre erano “di pace” ed erano quelle di Germania, Austria, Boemia, Ungheria e Pomerania.
I monaci-cavalieri disponevano, per reggere un dominio così vasto, di un ordinamento normativo molto complesso, che si suddivideva in regole, leggi ed usanze, e che si venne completando nel corso del secolo XIII.
Alla testa dell’Ordine era il magister, ossia il magister generalis o hochmeister: questi era eletto a vita dal capitolo elettorale (Wahlkapitel) che si formava in parte per elezione ed in parte per cooptazione.
L’insieme dei fratelli designava, infatti, un “commendatore del voto” (Wahlkomtur) il quale sceglieva un fratello, i quali a loro volta ne sceglievano un terzo e così via fino a formare il numero 13, che voleva ricordare il collegio apostolico presieduto da Gesù Cristo. Al momento dell’elezione il Commendatore del voto pronunciava a voce alta il nome del candidato; gli altri elettori potevano accettare quella designazione oppure opporvisi.
Questa prassi rimase in vigore fino al 1500.
La tradizione voleva che dei tredici elettori, otto fossero fratelli-cavalieri, quattro rappresentanti dei fratelli non-cavalieri e uno solo fosse fratello-prete. Il Gran Maestro, che dal 1309 risiedeva in Prussia, era coadiuvato da cinque grandi ufficiali: il Gran Commendatore (Grosskomtur), braccio destro del Gran Maestro; dal Maresciallo (Marschall) responsabile militare dell’Ordine; dall’Addetto ai Tessuti (Trapier) responsabile dell’apparato logistico dell’Ordine; dall’Ospitaliere (Spittler) cui spettava la cura del settore caritativo, e infine dal Tesoriere, (Tressler), che gestiva la parte economica.
A capo delle province vi era un Gran Commendatore (Grosskomtur) detto pure Landmeister, mentre nella provincia tedesca il Maestro provinciale aveva il titolo di Maestro tedesco, Deutchmeister o Magister Germaniae.
Le provincie erano, a loro volta, divise in baliati, formati da commende, cellula di base della suddivisione amministrativa dell’Ordine.
Tutti i Commendatori e i gran dignitari si riunivano in un Capitolo generale, che rappresentava il supremo organo legislativo e poteva anche fungere da suprema corte di giustizia.
Il Capitolo poteva ratificare o meno le decisioni del Gran Maestro; aveva un supremo potere d’ispezione ed inoltre la facoltà, in base ad un precisa procedura, di deporre il gran Maestro.
Questo è accaduto solo due volte nella storia dell’Ordine: nel 1293 quando venne deposto Gehrard von Malberg e ancora nel 1413, quando venne deposto, col consenso del Papa e dell’Imperatore, Heinrich von Plauen.
Una struttura, come appare evidente, in tutto simile a quella dell’Ordine dei Cavalieri di Malta e che, nonostante le apparenze, pur con i necessari adattamenti connessi alle riforme subite dall’Ordine, è rimasta sostanzialmente immutata sino ai nostri giorni.
I fratelli cavalieri.
I fratelli erano suddivisi in varie categorie. Innanzi tutto vi erano i fratelli-cavalieri (Ritterbrüder) che rappresentavano l’élite militare dell’Ordine.
Erano di origine nobile, dipendevano solo dall’autorità del Gran Maestro o dei suoi rappresentanti, e dovevano essere sudditi o vassalli del Sacro Romano Impero, e quindi non necessariamente tedeschi.
La bolla di Celestino II del 1143 voleva soltanto che il priore dell’Ordine sapesse parlare la lingua germanica.
Si diveniva fratelli-cavalieri al termine di una cerimonia strutturata sul rito della cavalleria civile. Prima però il postulante doveva rispondere a dieci domande. Se apparteneva ad un altro ordine; se era sposato; se aveva malattie nascoste; se aveva debiti; se era un servo; se era pronto a combattere in Palestina o in qualsiasi altra parte; se era pronto a prendersi cura dei malati; a svolgere qualsiasi lavoro sapesse fare, qualora richiesto; ad obbedire alla regola.
Il novizio, dopo aver trascorso una notte di veglia ed essersi confessato, ascoltava la messa solenne, durante la quale si comunicava; il Gran Maestro o un suo rappresentante procedeva poi all’investitura, con il colpo di piatto della spada sulla spalla. Questa solenne cerimonia avveniva di solito nelle grandi festività, a Natale, Pasqua, Pentecoste e anche nella solennità di S. Elisabetta d’Ungheria, patrona dei Teutonici. Solo i fratelli-cavalieri, per un privilegio convalidato nel 1230 da Gregorio IX, potevano indossare il grande mantello bianco ornato sulla spalla sinistra da una croce nera.
Questa categoria di membri oggi non esiste più o, meglio, dopo la riforma di inizi ‘900 nessuno vi è stato più ammesso.
Sopravvive, invece, quella dei c.d. “mariani” o “familiari”, non nobili ma di rilevante e conclamata posizione sociale, istituita nel 1871, i quali, vengono aggregati all’Ordine secondo un rituale che ricalca in tutto e per tutto l’investitura degli antichi cavalieri teutonici, costituendo nel loro insieme una società di fedeli disciplinata dal diritto pubblico canonico, assai simile ai terz’ordini delle altre “religioni”.
Sopravvive, del pari, la categoria dei cavalieri onorari, creata nel 1886, oggi annessa a quella dei familiari, della quale costituisce l’élite, la cui ammissione è concessa in casi assolutamente eccezionali.
La categoria dei fratelli-cavalieri sopravvive, invece, con requisiti rigorosissimi di nobiltà, nel ramo protestante dell’Ordine nel Baliaggio di Utrecht, passato alla riforma dopo la soppressione dell’Ordine, ad opera di Napoleone, nel 1809.
Anche nel ramo protestante di Utrecht, amministrato da un Landcommander, fondato come cattolico nel 1249 con la separazione dalla giurisdizione di Mergentheim, soppresso nel 1581 con la riforma protestante e ristabilito, come riformato, l’8 agosto 1815, posto sotto la protezione della Corona dei Paesi Bassi, vengono ammesse persone non in possesso di tutti i requisiti di nobiltà richiesti dagli statuti dell’Ordine: questi vengono chiamati aspiranti.
Nell’Ordine cattolico dopo i cavalieri seguivano per importanza i fratelli-preti, cui spettava l’assolvimento del servizio religioso, il compito di evangelizzare i territori conquistati, di svolgere una missione educativa anche riguardo agli altri fratelli, e di assicurare i conforti spirituali ai malati che frequentavano i circa sessanta ospedali che l’Ordine possedeva nel 1400.
Questa categoria di membri sopravvive nell’odierna struttura dell’Ordine Teutonico e ne ha assunto in pieno il governo al quale partecipano, entro alcuni limiti, anche i “Familiares”.
L’ultima categoria era quella dei Laienbrüder, i fratelli laici, che svolgevano le mansioni più umili (come quelle d’agricoltore, giardiniere, maniscalco, sellaio ecc.) e provenivano da famiglie non nobili. Erano anche detti “semi-fratelli”, Halfbrüder, oppure “uomini dal mantello grigio”, Graumäntler, anche se erano sottoposti in tutto alle regole dell’Ordine.
Questa categoria oggi non esiste più né nel ramo cattolico, né in quello protestante, anche se, per quanto riguarda quello cattolico, ad essi possono essere assimilati gli odierni oblati, categoria presente anche in altri ordini religiosi .
Presente nell’Ordine Teutonico oggi (come nella tradizione medievale) anche il ramo femminile delle sorelle, il quale, a differenza di quanto accade negli altri ordini religiosi, è parte integrante dell’unico Ordine ed ha come proprio superiore lo stesso Gran Maestro Teutonico.
La vita nell’Ordine.
Nelle due province di combattimento, Prussia e Livonia, al momento della sua massima espansione, l’Ordine disponeva di circa tremila cavalieri nella prima, e di cinquecento nella seconda.
I cavalieri avevano l’ordine tassativo di risiedere in una delle 60 fortezze costruite tra Prussia e Livonia. La vita dei fratelli si conformava alle regole monastiche dell’Ordine ed era severa.
L’abbigliamento era modesto: si componeva di biancheria di lino, di una specie di tunica di lana con cappuccio, e, per i cavalieri, del celebre mantello bianco. D’inverno si era autorizzati a portare una cappa di pelle di capra o di montone oltre ai guanti.
I cavalieri erano anche monaci. Una parte considerevole della giornata era, quindi, dedicata alla preghiera, che, tra servizio diurno e notturno, occupava circa cinque ore al giorno. I doveri religiosi erano assolti anche durante le campagne militari.
Così, nel 1344, il Gran Maestro König ottenne dalla S. Sede l’autorizzazione ad iniziare la prima messa quand’era ancora buio, poiché, a quelle latitudini le giornate invernali, erano così corte che i cavalieri dovevano mettersi in marcia prima del levar del sole. Il momento della consacrazione era sempre fatto coincidere collo spuntar dell’alba.
Al campo, la tenda del maestro o del maresciallo diveniva la chiesa dell’esercito e l’ufficio era recitato su un altare portatile messo in modo tale che le guardie potessero sentire.
I Cavalieri Teutonici si comunicavano sette volte l’anno. I giorni di digiuno erano 120, e si dividevano in digiuni detti ‘della Chiesa’ (vigilie delle feste principali e Quaresima) e quelli particolari dell’Ordine, che andavano dal 14 settembre all’Avvento e dall’Epifania al Mercoledì delle Ceneri. In questi giorni di digiuno si pranzava una sola volta al giorno, nel primo caso alle tredici e trenta, nel secondo alle sedici. Soltanto il Venerdì santo il digiuno era completo a pane ed acqua. Il cibo era eguale indistintamente per tutti. I fratelli dormivano completamente vestiti con gli stivali, ma senza mantello, in una vasta camerata non riscaldata. Dovevano osservare il silenzio durante i pasti, nel dormitorio, in latrina e durante le marce; potevano intagliare il legno o giocare a scacchi, ma erano proibiti i giuochi che comportassero l’uso del denaro. Non potevano far mostra del proprio blasone, partecipare a tornei, o cacciare, se non il lupo, la lince e l’orso, ma senza l’aiuto di cani da caccia. Potevano coltivare la barba, ma i capelli dovevano essere corti e ordinati.
Molta parte del tempo era ovviamente dedicata agli esercizi militari, alle parate, all’addestramento, alle marce, sempre in silenzio. L’armamento era quello di un qualsiasi cavaliere dell’epoca.
Le spedizioni si svolgevano di solito in inverno, quando ghiacciava; ma, in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo, il cavaliere era pronto alla guerra.
I monaci-soldati non dimenticarono mai che lo scopo principale della loro missione era l’evangelizzazione.
Così, tra il 1280 e il 1350, in circa un’ottantina d’anni, vennero costruite nei territori della Prussia e della Livonia settecentotrentacinque chiese.
La religiosità dell’Ordine.
Il culto dominante era quello riservato alla Madre di Dio, patrona speciale dei Cavalieri Teutonici, della diocesi di Riga, della Prussia e della Livonia. La vita militare era strettamente legata alla devozione mariana; così la reysa
[spedizione] invernale iniziava il 2 febbraio, giorno della Purificazione della Madonna, quella estiva il giorno dell’Assunzione, 15 agosto, o l’8 settembre, festività della Natività di Maria.
Il Gran Maestro von Kniprode era famoso per aver raddoppiato le pratiche di pietà in omaggio della Madonna, prima d’ogni campagna, e sin dal 1309, il Gran Maestro von Feuchtwangen ordinò ai frati di recitare ogni ora una Salve Regina o un’Ave Maria.
Winrich vo Kniprode.
Nel 1340 il Gran Maestro von Altenburg istituì la festa dell’Immacolata Concezione, e dal 1390 si festeggiava il 2 luglio la solennità della Visitazione.
Anche la toponomastica reca evidenti tracce del culto mariano: Marienburg, Marienwerder, Frauenburg in Prussia, e ancora una Marienwerder sul Njemen e una Marienburg e un Marienhausen in Livonia.
Nel 1330 la Vergine apparve al re Wladislao di Polonia e gli domandò, essendo questi in guerra con l’Ordine: “Perché distruggi il mio paese?”. A Lei furono attribuite alcune miracolose vittorie dell’Ordine come quelle di Strawe del 1348 e di Rudau nel 1370.
Tra le altre devozioni si diffuse particolarmente quella delle Cinque Piaghe e del Corpus Domini.
Il Gran Maestro Luder von Brunswick era solito ascoltare ogni venerdì la messa della Passione.
Castello Teutonico di Marienburg.
Página Web Oficial de la Commenda Autonoma di Santa Maria degli Alemanni in Piazza Armerina .
(Continuará en siguientes entregas).
12 07, 2011

LA CASA TRONCAL EN WIKIPEDIA.

Por |2020-11-13T03:47:54+01:00martes, julio 12, 2011|

Wikipedia es una enciclopedia libre patrocinada por la Fundación Wikimedia (organización sin ánimo de lucro). Sus más de 17 millones de artículos en 278 idiomas y dialectos, han sido redactados conjuntamente por personas de todo el mundo . Iniciada en enero de 2001 por Jimmy Wales y Larry Sanger, es actualmente la mayor y más popular obra de consulta en Internet. Desde su fundación, Wikipedia no sólo ha ganado en popularidad (se encuentra entre los 10 sitios web más populares del mundo ), sino que su éxito ha propiciado la aparición de otros proyectos del mismo corte pero abordando materias más especializadas y concretas.
Hace una semana, el Presidente de la Diputación de esta Casa Troncal y yo, estuvimos leyendo con agrado y no sin ciertas  dosis de sorpresa, lo que en esta enciclopedia del ciberespacio se hablaba de nuestra Casa Troncal, y especialmente, de su restauración. Hemos de decir que el artículo publicado goza de una gran información histórica sobre la génesis y evolución de esta noble y antigua corporación, pero lo más sorprendente es el exacto conocimiento que el autor/ es del artículo tiene/n sobre los últimos tiempos de esta corporación.
Queremos dejar constancia de que en estos momentos desconocemos la identidad del autor/es del mencionado artículo, no obstante le agradecemos tan valiosa labor de divulgación y simpatía para con nuestra institución.
Por su indudable interés para nuestros lectores y amigos, queremos reproducir lo que en esta enciclopedia se publica sobre esta última e ilusionante etapa de nuestra querida Casa Troncal.
Restauración de la corporación nobiliaria de los Doce Linajes de Soria en el S. XXI.
A semejanza de otras corporaciones nobiliarias españolas que fueron restauradas en el siglo XX, la Casa Troncal de los Doce Linajes de Soria fue restaurada como corporación nobiliaria por decisión de los descendientes directos de los antiguos linajes sorianos, quienes reunidos en la histórica ciudad de Soria firmaron los actuales Estatutos el 3 de agosto de 2009. La Casa Troncal de los Doce Linajes de Soria se rige por sus propios Estatutos y por las “Ordenanzas de Recibimientos” de Caballeros de Los Linajes del 14 de enero de 1602, en todo lo que no estuvieran derogadas en aplicación de la Constitución Española de 1978 y de la Ley 1/2002, de 22 de marzo, reguladora del Derecho de Asociación; buscando de este modo agrupar a los descendientes directos de las familias que hasta principios del siglo XX integraron los Doce Linajes.
Actividades.
Los Doce Linajes de Soria busca promover los intereses generales de la Muy Noble y Leal Ciudad de Soria mediante el ejercicio de una acción de impulso y cooperación cultural, histórica, científica y asistencial. Entre sus actividades se cuentan la de un Blog en el que se publican diariamente artículos de índole protocolario, histórico, genealógico, heráldico y nobiliario. El Blog de los Doce Linajes ha cumplido recientemente un año de aniversario. Asimismo cuentan con una página web en la que resulta relevante un Blasonario confeccionado por el Canciller de los Doce Linajes en Galicia D. Manuel Pardo de Vera y Díaz, Caballero de la Orden del Santo Sepulcro de Jerusalén, de la Constantiniana de San Jorge, Vicepresidente de la Real Asociación Hidalgos de España,etc.
Sede Oficial de la Casa Troncal.
El 25 de abril de 2011, miembros de la Diputación de la Casa Troncal de los Doce Linajes de Soria reunidos con el Ilmo. Sr. D. Carlos Martínez Mínguez, Alcalde de Soria, firmaron un Convenio de Cooperación entre la Casa Troncal y el Excmo. Ayuntamiento de Soria. En este Convenio se acuerda que el Archivo Municipal de Soria, sito en la Plaza Mayor, y que contiene la mayor y más completa recopilación documental sobre Los Linajes, se constituya en la Sede Oficial de la Casa Troncal de los Doce Linajes de Soria, y donde quedarán depositadas las Resoluciones de Ingreso de los Caballeros y Damas de la Casa, Registro de Blasones de los Caballeros y Damas, documentación atinente a la Diputación de Honor, y cuanto otros documentos revistan un particular interés a juicio de la Diputación de la Casa Troncal o del Excmo. Ayuntamiento. Asimismo, el Ayuntamiento de Soria facilitará la utilización del Palacio Municipal y el Palacio de la Audiencia, sede de la Concejalía de Cultura, así como otras dependencias de su titularidad, para la celebración de Actos Solemnes de la Casa Troncal.
Condiciones de ingreso.
Para ingresar el pretendiente debe presentar un expediente que pruebe documentalmente la nobleza e hidalguía de Sangre a Fuero de España del primer apellido (linaje agnaticio) y justificar fehacientemente el entronque con familia que haya sido recibida en alguno de los Doce Linajes. También podrán formar parte de la Casa Troncal, quienes siendo mayores de edad y en pleno ejercicio de sus derechos civiles, reúnan los requisitos siguientes:
a) Hidalguía de Sangre a Fuero de España del primer apellido, b) Vinculación probada con instituciones religiosas, civiles, militares o asistenciales sorianas.
Los Caballeros y Damas admitidos en la Casa Troncal usarán como insignia corporativa los escudos de los Doce Linajes de Soria, puestos en rueda alrededor de la figura ecuestre del rey Alfonso VIII.
La Diputación de los Linajes.
La Diputación de la Casa Troncal de los Doce Linajes es el órgano ejecutivo de la corporación. Esta integrada por doce Diputados y tiene como principales funciones la de convocar a la Asamblea General de Linajes, aprobar los expedientes que se instruyan para la concesión de nuevos ingresos, entre otras. El actual Presidente de la Diputación es el Diplomático del Servicio Exterior de la Unión Europea Dr. Don Francisco M. de las Heras y Borrero, Caballero de la Orden del Santo Sepulcro de Jerusalén, de la Constantiniana de San Jorge, Infanzón de Illescas, Caballero Divisero del Solar de Tejada,etc.
La dirección espiritual de la corporación nobiliaria es llevada a cabo por el Capellán Mayor de Honor de la Casa Troncal el Ilmo. Sr. Don Gerardo Melgar Viciosa, Obispo de Osma-Soria, quien “ha honrado a esta Antigua, Ilustre y Noble Casa Troncal aceptando la distinción de Capellán Mayor de Honor, el más alto reconocimiento que la misma puede conceder a personas consagradas, propuesto por la Diputación de Linajes en la sesión celebrada el 15 de enero del presente año. De esta forma, según comunicado de la Casa, se pone de manifiesto la adhesión que los Doce Linajes siempre mantuvieron respecto a la Santa Madre Iglesia Católica”.
Son Diputados de Honor de los Doce Linajes de Soria el Ilmo. Sr. D. Carlos Martínez Mínguez, Alcalde de Soria;el Excmo. Sr. Don Juan Van Halen y Acedo, de la Soberana Orden de Malta, Senador del Reino; Su Alteza Imperial y Real Don Andrés Salvador de Habsburgo-Lorena, Archiduque de Austria; S.A.R. Don Miguel de Braganza, Duque de Viseu, Infante de Portugal; S.A.R. el Príncipe Davit Bagrationi, Jefe de la Casa Real de Georgia; el Excmo. Sr. Duque de Sevilla, Grande de España; el Excmo. Sr. Marqués de la Lapilla, Grande de España; el Excmo. Sr. Duque de Santoña, Grande de España; el Excmo. Sr. Marqués de Almazán; entre otros distinguidos personajes.
Para leer el artículo completo:   http://es.wikipedia.org/wiki/Los_Doce_Linajes_de_Soria
11 07, 2011

ORDEN DE CABALLEROS TEUTÓNICOS DE SANTA MARÍA.

Por |2020-11-13T03:47:54+01:00lunes, julio 11, 2011|

Primera Parte.
El origen de esta Orden data de 1128 cuando un rico mercader comerciante alemán fundó en Jerusalén un hospital. Posteriormente, el Duque Federico de Suabia erige esta asociación hospitalaria en orden militar y religiosa, seguidamente reconocida por Inocencio III (1198).
La Orden de Caballeros Teutónicos de Santa María es la gran desconocida en España de entre las grandes órdenes militares, nacidas para la defensa de los Santos Lugares.
Hoy día la orden es estrictamente religiosa, católica y romana. Pablo VI restableció en 1965 la rama de los “Familiares”, retomando los laicos sus actividades en el seno de la Orden.
A fin de ilustrar con rigor a nuestros lectores sobre esta gran desconocida, vamos a ir reproduciendo en diferentes entradas la historia, el gobierno, los miembros, el papel jugado por los “familiares” y toda la actualidad tan rica y variada de esta orden en nuestros días.
La mejor información y documentación que hemos encontrado sobre es la publicada en la página Web oficial de la Commenda Autonoma di Santa Maria degli Alemanni in Piazza Armerina, Italia, fundada el 8 de diciembre 2010. Nuestro buen amigo, y Caballero Honorario de esta Casa Troncal, el Honorable Señor Pino Zingale es su Comendador.
Hemos respetado el idioma original, privilegiando que las publicaciones del Blog se hagan en diferentes lenguas europeas.
Prime vestigia dell’Ordine Teutonico in oriente (1099-1143).
Secondo un’antica tradizione, nel 1099, anno della presa di Gerusalemme, un cavaliere tedesco gravemente ferito durante i combattimenti sarebbe stato soccorso e curato da una coppia di pellegrini, anch’essi tedeschi, probabilmente mercanti provenienti da Brema o da Lubecca. I due pellegrini avrebbero deciso di continuare stabilmente in quell’attività caritativa, ricevendo l’approvazione del Patriarca di Gerusalemme, Stefano.
Da qui la nascita di un piccolo ospedale, affiancato da una foresteria, posti entrambi sotto la protezione della Vergine Maria, con lo scopo di dedicarsi in particolare, ma non solo, alla cura e al sollievo dei pellegrini tedeschi. Alla loro morte, attorno al 1118, i due pellegrini avrebbero lasciato in eredità tutto il patrimonio a beneficio di quel piccolo ospedale, in cui nel frattempo iniziarono a prestare la loro opera dei frati. Questo prese il nome di Ospedale di Santa Maria dei Tedeschi (o degli Alemanni o dei Teutonici) di Gerusalemme.


Ruderi dell´Ospedale Teutonico di Gerusalemme.

 
Il 9 dicembre 1143, Papa Celestino II poneva l’Ospedale sotto l’autorità dell’Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni stabilendo, però, che il piccolo Ospedale dovesse essere retto da un priore che conoscesse la lingua tedesca. Tale circostanza non risulta, tuttavia, direttamente documentata, ma è riferita come contenuta in un documento citato dal papa Gregorio IX nella bolla “Ex parte dilectorum” del 17 agosto 1229.
Il piccolo ospedale entrò allora a far parte dell’Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni, quest’ultimo fondato a Gerusalemme prima del 1070, anch’esso con lo scopo di aiutare i pellegrini in difficoltà e che, a partire dal 1137, su imitazione dei Templari, si era riorganizzato su base militare, senza mai trascurare, però, l’attività caritativa. L’aggregazione agli Ospedalieri fu giustificata dalla vocazione internazionale di questi ultimi, che divisi al loro interno in “nazioni” o
La II (1147-1148) e la III crociata (1189-1191) e la nascita dei Teutonici (1190).
Se in un primo tempo la presenza tedesca in Terrasanta fu marginale, con la II crociata del 1147-1148, numerosi pellegrini e crociati germanici giunsero in Palestina al seguito dell’imperatore Corrado III di Svevia.
Il 30 settembre 1187 Saladino, dopo la vittoria di Hattin, riusciva a conquistare Gerusalemme ed i fratelli dell’Ospedale di Santa Maria – così come gli Ospedalieri e i Templari – dovettero abbandonare la città santa, trasferendosi in uno dei centri costieri ancora sotto controllo cristiano.
Sull’onda della caduta di Gerusalemme, sotto il pontificato di Clemente III (1187-1191), fu organizzata una nuova crociata, la III, cui parteciparono i sovrani più potenti della Cristianità.
In quell’occasione il figlio cadetto dell’imperatore Federico Barbarossa, Federico, assunse il comando delle truppe imperiali alla morte del padre, conducendo quel che rimaneva dell’esercito imperiale sotto le mura di Acri, conquistata dal Saladino e assediata dai cristiani, ove nel frattempo era sbarcata un’altra spedizione formata da tedeschi, guidati da Adolfo di Holstein.

L´Imperatore Federico Barbarossa.
L’assedio di Acri si protrasse dall’agosto del 1189 fino al luglio del 1191, e durante le fasi della guerra, precisamente verso la metà del 1190 (e questa viene considerata la data di nascita ufficiale dell’Ordine), venne costruito da alcuni mercanti tedeschi un ospedale da campo, cui il Re di Gerusalemme, Guido di Lusignano, concesse il privilegio, in caso di riconquista della città, di poterne costruire uno in muratura al suo interno. Anche questo nuovo ospedale, alla cui guida fu posto il “maestro” Sibrand”, prese il nome di Santa Maria dei Tedeschi di Gerusalemme.
Federico di Svevia accordò subito la sua protezione all’ospedale che, dopo la conquista di Acri, l’11 luglio 1191, fu trasferito all’interno delle mura non lontano dalla residenza del Patriarca.
L’esperimento ungherese (1211-1225).
Durante il lungo e prestigioso magistero di Hermann von Salza, l’attenzione dei teutonici si era già spostata verso altre regioni diverse da quelle del Mediterraneo, che in una sorta di Jalta del Medioevo ai Gioanniti veniva lasciata come zona di influenza diretta, per riservare ai Teutonici quella dell’Europa centro-orientale ed ai Templari quella dell’Europa centro-occidentale (e, per questi ultimi, con l’esito tragico che tutti conosciamo).
Così nel 1211 il Re d’Ungheria Andrea II (1205-1235) che aveva partecipato alla V Crociata e aveva avuto modo di apprezzare le capacita politico-militari dell’Ordine, decise di invitare i Teutonici a colonizzare una regione della Transilvania detta in tedesco Burzenland, territorio di confine semidisabitato e infestato dalla popolazione pagana dei Cumani, abitanti attorno al corso del basso Danubio.
In base al decreto reale l’Ordine riceveva in proprietà libera e perpetua un territorio di circa 1500 Km², con una totale autonomia politica, giudiziaria ed economica; a ciò si aggiunga anche un’ampia autonomia in campo ecclesiastico.

Manoscritto Medievale alla cui sommita si trovano le figure di Andrea II  d´Ungheria ( a destra) e di sua moglie ( a sinistra).
Le crociate del Nord prima dell’arrivo dell’Ordine Teutonico (1149-1230).
Fu nel corso dell’inverno 1225-1226 che una delegazione, guidata dal Vescovo di Prussia Christian, incontrò in Italia Hermann von Salza e chiese all’Ordine, in nome del Duca polacco Corrado di Mazovia, di venirgli in soccorso contro le incursioni delle popolazioni pagane, promettendo ai Teutonici un vasto territorio e la possibilità di insediarsi in quelli conquistati.
I prussiani erano impermeabili al cattolicesimo e continuavano ad infestare la Mazovia, retta dal Duca Corrado. Questi tentò la via pacifica per l’evangelizzazione.
La maggior parte dei prussiani, comunque, rimaneva ostile al Cristianesimo, il che spinse il Duca Corrado a fondare un ordine militare che difendesse la turbolenta regione.
I Prussiani, nonostante queste misure, continuarono nelle loro scorrerie devastatrici e, nel 1225, sconfissero pesantemente i Cavalieri a Strassburg.

Duca Corrado I di Mazovia.
Quando nell’inverno 1225-1226 i rappresentanti del Duca di Mazovia e il vescovo Christian di Prussia incontrarono in Italia Hermann von Salza, rimanevano ostili al cristianesimo i prussiani orientali e i lituani, che occupavano la costa baltica, isolando così i territori di recente cristianizzazione più settentrionali della Livonia, Lettonia ed Estonia.
Von Salza, già divenuto Principe dell’Impero, incoraggiato anche dall’Imperatore e da Papa Onorio III accettò l’offerta del Duca polacco.
Il trattato definitivo tra il Gran Maestro e il Duca di Mazovia fu siglato a Kuschwitz il 30 giugno 1230 e nel marzo 1231 con il trattato di Rubenicht si giunse ad un accordo anche con il Vescovo Christian di Prussia, che rinunciò ad ogni pretesa sui possedimenti del Kulmerland e cedette un terzo della Prussia all’Ordine.
A partire dal 1230 intanto cominciarono a giungere in Prussia i primi cavalieri, guidati da Hermann Balk, nominato Landmeister di Prussia.
Nella primavera del 1231 Balk con le sue truppe, un migliaio di uomini circa, passò la Vistola e cominciò ad attaccare sistematicamente i Prussiani.
La conquista della Prussia (1231-1283).
Balk, dopo i primi successi, iniziò la costruzione di un nuovo forte, sulla riva destra della Vistola, cui diede il nome di Torun, in omaggio alla fortezza palestinese di Toron posseduta dall’Ordine.
Toron divenne una città, la prima grande città fortificata costruita dall’Ordine in Prussia, cui affluirono molti coloni provenienti dalla Germania del Nord e dalla Boemia, mentre i pagani cercavano con frequenti attacchi di impedire l’insediamento stabile dell’Ordine.
A partire dal 1232 Balk cominciò il rastrellamento sistematico del Kulmerland. Fondò la città di Kulm (Chelmno) con la tipologia classica delle città-fortezze dell’Ordine: una pianta a scacchiera dominata da un terrapieno sormontato da un castello. Ai coloni che abitarono queste due città, fu imposto un servizio militare permanente.

Torre di Mestwin (Wieza Mestwina).
Ex torre di guarda dell´Ordine Teutonico, considerato il piu antico edificio de Chelmno.
Al momento della morte del Von Salza, nel 1236 i Teutonici controllavano ormai tutto il Kulmerland, la Pomesania e la Pogesania.
Il metodo, proseguito dai Gran Maestri successori di Von Salza, fu sempre lo stesso. Dopo aver sconfitto i pagani, si chiedeva la loro sottomissione e la conversione, poi era subito edificata nel territorio conquistato una fortezza, attorno alla quale si sviluppava in seguito una città, ove affluivano i coloni tedeschi che si mescolavano con la popolazione locale. Nacquero così, tra gli altri, i castelli di Kreuzburg (Città della croce), Heilsberg (Monte santo).
I Portaspada si uniscono all’Ordine Teutonico (1236).
Nel 1236 i cavalieri Portaspada vengono incorporati dai Teutonici per decreto del Papa Gregorio IX, insieme ai loro beni.

Scudo dei Cavalieri Portaspada.
Nel 1241 l’Ordine Teutonico partecipò massicciamente alla sfortunata battaglia di Liegnitz (Legnice) nella Slesia, ove, assieme alle truppe del Duca di Slesia, Enrico il Pio e del Duca di Polonia, Boleslao, si tentò di contrastare il passo ai mongoli dell’Orda d’oro. Le truppe cristiane furono massacrate, ma anche i mongoli subirono gravi perdite e così decisero di interrompere la marcia verso occidente, e dopo aver devastato l’Ungheria ritornarono all’Est.
Il debito che l’intera cristianità ed il mondo civile occidentale devono ai Teutonici per tale gesto – che ha mutato il corso della storia, alla pari della mitica battaglia di Lepanto – non è mai stato sufficientemente apprezzato e onorato.
I Prussiani, intanto, approfittando dell’assenza della maggior parte dei cavalieri, impegnati contro i mongoli, si ribellarono, istigati dal Duca cattolico della Pomerelia (Pomerania Orientale) Swantopolk. Gran parte delle fortezze dell’Ordine cadde nelle mani dei ribelli. Il Papa lanciò allora la crociata, ma si continuò a combattere fino al 24 novembre 1248, quando il Duca, principale sostenitore dei rivoltosi, s’impegnò a rinunciare a qualsiasi alleanza con i prussiani.
Il Trattato di Christburg (1249).
L’anno successivo, il 7 febbraio 1249, fu stipulato il trattato di Christburg, che riguardava la condizione delle popolazioni sottomesse, a patto che si fossero convertite.
L’Ordine riconosceva ai sudditi prussiani la libertà personale, il diritto di acquistare, vendere e lasciare in eredità agli eredi diretti le proprietà; il diritto di stare in giudizio, di contrarre matrimonio, di entrare a far parte del clero e dell’Ordine Teutonico, a patto d’essere d’antica nobiltà.
Dovevano rinunciare tassativamente alle usanze pagane, e cioè: poligamia, cremazione dei morti, sacrifici umani, culto degli idoli, e osservare la disciplina ecclesiastica in materia di festività e di battesimo. Dovevano pagare le decime all’Ordine, e prestare determinati servizi di natura militare.
L’Ordine aveva ormai consolidato, così, la propria natura di soggetto sovrano e le proprie caratteristiche para-statuali, precorrendo, in termini assai più complessi e strutturati, quello che sarebbe stato, poi, il prototipo seguito dal gemello Ordine di Malta.

L’Ordine e la Lituania.
La Lituania, però, era rimasta del tutto impermeabile e refrattaria al cattolicesimo e continuava a sobillare i popoli della Livonia contro l’Ordine. ì
I Teutonici cercarono allora di applicare anche contro i Lituani la tattica con cui avevano sottomesso gran parte della Prussia. Conquistavano un territorio e vi costruivano una fortezza facendovi affluire coloni cattolici, soprattutto tedeschi.
Il capo supremo dei Lituani, il principe Mindaugas, temendo di dover subire una crociata, nel 1251 accettò il battesimo, e l’anno seguente fu solennemente incoronato Granduca di Lituania dal Vescovo di Kulm. In questo modo, divenuta la Lituania (formalmente) uno stato cattolico, cadeva la possibilità di indire la crociata.

Il Principe Mindaugas Granduca de Lituania.
Nel 1259 l’Ordine dovette affrontare la ripresa delle ostilità da parte dei Lituani, i quali, l’anno successivo, a Durben, il 13 luglio 1260, inflissero ai crociati una pesante sconfitta. La rivolta, istigata segretamente dallo stesso Granduca di Lituania, si estese anche alla Prussia, dove le chiese furono distrutte e i coloni cattolici messi a morte. Anche i nobili prussiani che l’Ordine aveva fatto istruire in Germania, diedero man forte alla ribellione, che si estese così a tutto il paese eccetto il Kulmerland e la Pomesania. Mindaugas, gettata la maschera, si unì agl’insorti e invase la Mazovia polacca, dove nel gennaio del 1261 inflisse una dura sconfitta ai Teutonici, mentre tutte le più importanti piazzeforti della Prussia venivano assediate. Si ebbe allora una lunga e sfibrante guerra strisciante, ove le vittorie si succedevano alle sconfitte e la riconquista del territorio avveniva lentamente e faticosamente, tramite la costruzione di numerosi forti.
Nel 1271 Dietrich von Gadersleben divenne maestro dell’Ordine in Prussia, ove nei due anni seguenti riuscì a ristabilire l’autorità dell’Ordine. Nel 1274 la Prussia era completamente pacificata.
(Continuará en próximas entregas)
10 07, 2011

HISTORIA RECIENTE DEL CARLISMO: 1939-2010.

Por |2020-11-13T03:47:54+01:00domingo, julio 10, 2011|

Este es el título de un libro que nos remite su autor, recién salido de la imprenta, y que trata de un tema que, pese al transcurso de los años, aún sigue interesando a gran número de españoles.
Miguel Dongil y Sánchez, su autor, Licenciado con grado en Historia y escritor, nos presenta el Carlismo como un movimiento político, dinástico y cultural, pero resaltando que ha sido uno de los grandes movimientos olvidados. Muchos españoles-afirma el autor- conocen sólo muy vagamente el devenir de este movimiento desde la salida de la Guerra Civil hasta la actualidad.
Monarquía Tradicional, Socialismo Autogestionario, Partido Carlista, Comunión Tradicionalista Carlista, Montejurra, el Museo Carlista de Estella, son algunos de los múltiples temas y conceptos que jalonan la historia más reciente de uno de los movimientos políticos más antiguos de Europa y más tradicional y revolucionario en sus postulados, al mismo tiempo.
En suma, hablar de la historia de los seguidores de la dinastía carlista, desde Alfonso Carlos a Carlos Javier, actual Duque de Parma, heredero de Don Carlos Hugo, y de las múltiples empresas políticas, sociales y culturales que llevaron a efecto, fue el objetivo que se fijó el autor en el presente libro, narrando lo que él considera el final de la Historia del Carlismo, que, según su versión, no ha sido contada por completo, hasta ahora.
El libro que presentamos, fuera del circuito de las grandes librerías comerciales, no por ello está exento de un importante valor histórico por las aportaciones tan interesantes que efectúa sobre este movimiento sociopolítico que, pese a todos los pesares, sigue presente de una u otra forma en la sociedad española.
Miguel Dongil y Sánchez, autor del libro.
Editado en 2011 por Editorial Bubok S.L., recomendamos vivamente su lectura a los interesados en este complejo fenómeno que constituye el Carlismo, su Dinastía y sus seguidores.
9 07, 2011

CHILE: Protocolo de Naciones Soberanas.

Por |2020-11-13T03:47:55+01:00sábado, julio 9, 2011|

Por Victor A. García Guardia.
Escudo cartelado cortado bordado de oro, azur sobre gules. Al centro, una estrella republicana de plata. En el timbre, un burelete de plata del cual emergen tres plumas de azur, plata y gules (los colores emblemáticos de la nación). El escudo está soportado por un huemul (mamífero endémico de Los Andes Chilenos) y un cóndor; ambos ciñendo coronas murales (un antiguo reconocimiento romano a aquellos que primero asaltaban exitosamente las murallas enemigas). Al pie unos arabescos de oro, y sobre los arabescos una banda flotante de plata que en letras de sable reza el lema nacional “POR LA RAZÓN O POR LA FUERZA”.
Escudo oficialmente adoptado el 24 de junio de 1834.
Himno oficialmente adoptado el 27 de junio de 1941.
Proporción de la bandera: 2/3.
Sobre un campo cortado, plata sobre gules, un cantón de azur con una estrella republicana de plata en su centro. Los tres colores simbolizan los tres poderes del Estado, y también aluden a: Azur (el cielo y el Océano Pacífico que recorre todo su litoral); Plata (las cumbres nevadas de Los Andes), y; Gules (La sangre derramada por las luchas independentistas).
Bandera oficialmente adoptada el 18 de octubre de 1817.
ORDEN AL MÉRITO DE CHILE.
Se concede a: Ciudadanos extranjeros, como premio por servicios civiles prestados a la Nación.
Condecoración:Estrella Republicana de plata, con puntas rematadas en esferas de oro. Al centro un disco de oro con un bajorrelieve de una mujer,  rodeado del nombre oficial del país. La estrella está rodeada de una guirnalda de laurel de oro, y se engasta a los pies de un cóndor.
Grados: Gran Collar, Gran Cruz, Gran Oficial, Comendador, Oficial y Caballero.
Condecoración oficialmente adoptada el 1° de junio de 1817.
Nombre: Miguel Juan Sebastián Piñera Echenique.
Protocolar: Sr. Presidente.
Fecha de Nacimiento: 1° de diciembre de 1949.
Lugar de Nacimiento: Santiago de Chile.
Juramentado el 11 de marzo de 2011.
Título(s): Presidente de la República y Comandante en Jefe de las Fuerzas Armadas.
8 07, 2011

NOBILTÁ.

Por |2014-07-27T19:11:39+01:00viernes, julio 8, 2011|

Revista di Araldica, Genealogia,Ordini Cavallereschi.
Hemos recibido hace unos días el número 101 de la prestigiosa revista italiana de Heráldica, Genealogía y Órdenes Caballerescas “NOBILTÁ”, publicada por la Asociación “Famiglie Storiche d’Italia, Instituto Araldico Genealógico Italiano, y la Federazione delle Asociazioni di Genealogia, Storia di Famiglia, Araldica e Scienze Documentarie».
La revista está dirigida por el reconocido estudioso de las disciplinas heráldicas, genealógicas y nobiliarias, el Dr. Pier Felice degli Uberti.
Pulcramente editada, y con numerosas ilustraciones heráldicas en color, algunas de las cuales reproducimos, contiene interesantes artículos tales como:
-I manoscritii araldici Nobilissima Accademia degli detta del Porto di Bologna, de Silvia Neri.
-Gli albori del Risorgimento nel pensiero italiano del Settecento per un centocinquantenario da ricordare con obiettivitá, de Enzo Capasso Torre.
-La significativa esperienza diplomática di monsignor Francesco Colasuomo fino alla porpora cardinalizia nel 1998, de Giobanni Battista Cersósimo.
-La reppresentanza del Re di Spagna nella cittá di Bologna: il barone Giuseppe Cappelletti., de Carlos Nieto Sánchez.
Recorriendo sus páginas nos encontramos con la sorpresa de ver reproducido íntegramente, bajo la rúbrica Diritto Araldico Nobiliare, el artículo del Presidente de la Diputación de Linajes de esta Casa Troncal, el Dr. Francisco M. de las Heras y Borrero, “La República Monacal del Monte Athos, ¿Un Ente Soberano?”, que ya fue publicado en su día en este mismo Blog.
Con satisfacción constatamos cómo cada vez son más apreciadas, por el público especializado en las disciplinas de nuestra devoción, los artículos y colaboraciones que venimos ofreciendo a nuestros lectores y amigos.
La reproducción del mencionado artículo en tan prestigiosa revista es una indudable prueba de lo que decimos.
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